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NOVITA’ FISCALI IN BREVE

Il Decreto Legge 22 ottobre 2016, n. 193 recante “disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili” è stato oggetto di numerosi emendamenti. Prima della conversione in legge, che deve avvenire entro 60 giorni, ci saranno certamente numerose modifiche, perché, come vedremo, queste nuove norme, così come prevede il Decreto, non stanno molto in piedi.
Vediamo in sintesi quali saranno le principali novità fiscali.

  1. Rottamazione delle cartelle esattoriali ed abolizione di Equitalia
  2. Nuovo “spesometro”
  3. Abolizione degli studi di settore

1. Rottamazione delle cartelle esattoriali.

Tutti i “ruoli” consegnati entro il 2016 sono interessati dalla “rottamazione”. I ruoli sono i debiti che i vari enti, come Agenzia delle Entrate, INPS, Camere di commercio, ma anche Enti locali, Casse di previdenza etc., hanno affidato o affideranno entro il 2016 ad Equitalia o ad altri agenti di riscossione (come Riscossione Sicilia S.p.A.).
I contribuenti interessati possono fare una domanda per ottenere il pagamento delle tasse o imposte originariamente dovute, senza le sanzioni e gli interessi che nel frattempo sono maturati.
A titolo di esempio, se un contribuente ha un’iscrizione a ruolo per 1000 euro di IVA non versata nel 2010, oggi la cartella ammonta a circa 1700. Con la rottamazione, risparmierebbe 700 euro, pagando solo il debito originario.
La domanda si dovrebbe presentare entro marzo del 2017, e il pagamento si dovrebbe fare in cinque rate: il 70% del debito entro il 2017, il restante 30% entro settembre 2018.
Possono aderire alla rottamazione anche i contribuenti che hanno già ottenuto una rateazione e stanno pagando le rate: costoro portanno pagare la “sorte capitale” residua con le stesse modalità e negli stessi termini previsti dal decreto.
Questo provvedimento, se non dovesse subire modifiche, presenta grosse criticità.
Anzitutto i tempi. Crediamo che sia problematico, da parte di Equitalia e di Riscossione Sicilia, fornire tempestivamente ai contribuenti i dati necessari per poter fare le istanze nei tempi previsti. In secondo luogo, la rateazione prevista (5 rate entro settembre 2018) è troppo restrittiva. Molti contribuenti rinunceranno ad aderire alla proposta di condono, perché, se hanno debiti importanti, difficilmente risusciranno a saldarli nell’arco di appena un anno.  Si consideri tra l’altro che l’attuale possibilità di dilazione (senza condono) arriva fino a 120 rate, includendo, è vero, le sanzioni e gli interessi che via via crescono, ma permettendo ad un’ampia platea di contribuenti saldare i propri debiti con più tranquillità.
Le funzioni di Equitalia e delle altre agenzie di riscossione saranno attribuite all’Agenzia delle Entrate. Si dice: se non è zuppa è pan bagnato. Si spera in questo caso che il proverbio sia smentito.

2. Nuovo spesometro

Dal prossimo periodo d’imposta tutti i possessori di partita IVA dovranno trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate, con periodicità trimestrale, i dati delle fatture emesse e di quelle ricevute. Nel primo anno, cioè appunto il 2017, la periodicità sarà semestrale, con la prima scadenza il 25 luglio. Allo stesso modo dovranno essere trasmesse telematicamente le liquidazioni IVA, secondo la periodicità che è prevista per ciascun contribuente. Per coloro che provvederanno in proprio alla trasmissione di questi dati è previsto un credito d’imposta di 150 euro per l’acquisto di adeguato software. C’è da chiedersi quanti saranno i contribuenti che, volendo risparmiare 150 euro, vorranno fare a meno del commercialista prendendosi l’onere di un’adempimento così importante.

3. Abolizione degli studi di settore.

Gli studi di settore andranno in pensione, ma soltanto per i redditi del 2017 che andranno dichiarati nel 2018. Essi saranno sostituiti dai cosiddetti “indici sintetici di affidabilità”, secondo parametri stabiliti dal Ministero dell’Economia. Anche qui può valere il proverbio detto sopra, e vale la stessa speranza.

Ci sono altre più modeste novità che il decreto sancisce (come lo slittamento al 30 giugno delle scadenze previste per il 16 di tale mese,o come l’estensione del periodo feriale anche alle istanze da presentare all’Agenzia dele Entrate.

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