Resto al sud: istruzioni per l’uso

resto al sud

Resto al Sud


Come anticipato nei precedenti articoli, da oggi (15 gennaio 2018) è possibile presentare le domande per accedere alle agevolazioni della misura “Resto al Sud”, che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani nelle regioni del Mezzogiorno, cioè  Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Entriamo quindi nel merito dell’agevolazione Resto al Sud, spiegando più in dettaglio i punti principali e gli aspetti pratici.

1) A chi è rivolto
2) Quali attività si possono finanziare
3) Quali sono le spese ammissibili
4) In cosa consiste l’agevolazione
5) Come si fa la domanda
6) Normativa di riferimento

1) A chi è rivolto

  1. I soggetti interessati al momento di presentazione della domanda:
    devono avere età compresa tra 18 e 35 anni;
  2. risiedono in una delle regioni del mezzogiorno sopra elencate oppure vi trasferiscano la residenza entro 60 giorni (120 giorni se residenti all’estero) dalla comunicazione del positivo esito dell’istruttoria;
  3. non risultino già titolari di attività di impresa in esercizio alla data di entrata in vigore della legge (21 giugno 2017);
  4. non siano beneficiari, nell’ultimo triennio a decorrere dalla data di presentazione della domanda, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.

I soggetti promotori possono costituirsi come:

  1. impresa individuale
  2. società (anche cooperative)

In caso di società è ammessa la partecipazione di soggetti che non hanno i predetti requisti a condizione che la loro partecipazione non sia superiore ad un terzo e che non siano parenti entro il quarto grado dei soggetti richiedenti.
Importante: la ditta individuale o la società non dev’essere costituita prima dell’esito dell’istruttoria, a meno che non sia inattiva.

2) Quali attività si possono finanziare

  • produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria;
  • fornitura di servizi;
  • pesca ed acquacoltura.

Restano escluse dal finanziamento le attività di:

  • commercio (ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività di impresa)
  • libero professionali
  • agricoltura

In maggior dettaglio, per individuare le attività escluse si fa riferimento alle classificazioni ISTAT delle attività. Restano quindi restano escluse le seguenti attività:

  • sezione A – agricoltura (tranne pesca e acquacoltura)
  • sezione G – commercio all’ingrosso e dettaglio (tranne riparazioni di autoveicoli e motoveicoli)
  • sezione L – attività immobiliari (tranne “affitto e gestione di immobili di proprietà o in leasing”)
  • sezione M – attività professionali, scientifiche e tecniche
  • sezione O – amministrazione pubblica e difesa – assicurazione sociale obbligatoria
  • sezione T – datori di lavoro domestici, beni e servizi ad uso famiglie e convivenze
  • sezione U – organizzaizioni ed organismi extraterritoriali.

3) Quali sono le spese ammissibili

Sono ammissibili le spese finalizzate al progetto, sostenute dal soggetto richiedente, relativamente a:

  1. acquisto macchinari ed attrezzature nuovi di fabbrica;
  2. spese edilizie per ristrutturazione o manutenzione straordinaria connesse all’attività entro il limite massimo del 30% della spesa ammissibile;
  3. spese per materie prime, materiali di consumo, materiali semilavorati e finiti, utenze, canoni di locazione per immobili e leasing, purché sostenuti entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale, entro il limite massimo del 20%.

Non sono ammesse alle agevolazioni le seguenti spese:

  • acquisti in leasing (salvo le spese sostenute per il capitale circolante, precedente punto 3);
  • beni di proprietà di un socio o di suoi parenti entro il terzo grado;
  • investimenti per sostituzione di beni o macchinari;
    contratti “chiavi in mano”;
  • lavori con commesse interne;
  • macchinari, impianti ed attrezzature usati;
  • consulenze, progettazioni, spese per organi societari, emolumenti, spese notarili, imposte e tasse;
  • automezzi che non siano strettamente necessari al ciclo di produzione o al trasporto condizionato dei prodotti;
  • beni inferiori a € 500, (escluse le spese al precedente punto 3).

4) In cosa consiste l’agevolazione

Con la misura Resto al Sud, a ciscun soggetto ammesso viene concesso un finanziamento fino a 50.000 euro per la realizzazione del programma d’investimento.
Se il progetto è realizzato da una società, anche cooperativa, l’importo massimo finanziabile è di € 50.000 per ogni socio, fino ad un massimo di € 200.000, sempre nei limiti del Regolamento UE n.1407/2013 sulla disciplina degli aiuti de minimis.
Il 35% del finanziamento è a fondo perduto.
Il 65% del finanziamento viene erogato sotto forma di prestito a tasso zero da una delle banche convenzionate. Tale prestito deve essere rimborsato entro otto anni dalla concessione del finanziamento, di cui i primi due anni di pre-ammortamento, e usufruisce del contributo in conto interessi e della garanzia, che consiste:
in un contributo in conto interessi per la durata del prestito, corrisposto dal soggetto
gestore della misura agli Istituti di credito che hanno concesso il finanziamento;
di una garanzia per la restituzione dei finanziamenti concessi dagli Istituti di
credito da parte del soggetto gestore. A tal proposito è bene tenere presente che i soggetti beneficiari della misura sono tenuti ad impiegare il contributo a fondo perduto
esclusivamente ai fini dell’attività di impresa. Inoltre l’erogazione dei finanziamenti è condizionata al conferimento in garanzia dei beni aziendali oggetto dell’investimento, ovvero alla prestazione di altra idonea garanzia, al soggetto che eroga il finanziamento.

5) Come si fa la domanda

I soggetti possono presentare istanza d’accesso alla misura, corredata da tutta la
documentazione relativa al progetto imprenditoriale, attraverso una piattaforma dedicata sul sito istituzionale dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. – Invitalia, che opera come soggetto gestore della misura, per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, amministrazione titolare della misura, con le modalità stabilite da apposita convenzione.
Le domande possono essere presentate a decorrere dalle ore 12.00 del 15 gennaio 2018 e
devono essere firmate digitalmente dal legale rappresentante della PMI o dalla persona fisica.
In caso di PMI costituenda, e devono essere corredate dal progetto imprenditoriale che
contiene:
• dati e profilo del soggetto richiedente;
• descrizione dell’attività proposta;
• analisi del mercato e relative strategie;
• aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi;
• aspetti economico-finanziari.
Le richieste di agevolazione sono valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione delledomande. Il soggetto gestore termina l’istruttoria entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda.

6) Normativa di riferimento

DECRETO-LEGGE 20 giugno 2017, n. 91
Decreto 9 Novembre 2017 n. 174 (Regolamento)
Circolare attuativa del 22 dicembre 2017

(e.m.)

Questa voce è stata pubblicata in Agevolazioni, Fare impresa, News. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

68 − 58 =