Legge di stabilità 2015: novità per imprese e famiglie

Cosa cambia e cosa no con la nuova finanziaria per il 2015. Le prime impressioni.

Come putroppo è consuetudine, la legge di stabilità (ex finanziaria) arriva a fine anno con il fiato grosso, portandosi dietro mille emendamenti che accontantano qualcuno e scontentano tanti. Il provvedimento, con i suoi 755 commi (!) è stato faticosamente approvato dal senato con la richiesta di fiducia da parte del Governo.  Ma vediamo alcune dlista_lunga_530x400elle novità che interessano imprese e famiglie.

Bonus 80 euro

Il famoso bonus Renzi viene confermato anche per il 2015, seguendo le stesse regole: spetta ai lavoratori dipendenti con reddito compreso tra il minimo di 8174 euro e il massimo di 26 mila. Contrariamente alle promesse sbandierate quando fu varato, restano esclusi pensionati e lavoratori “incapienti” (vedi nostro articolo del luglio 2014).

Bonus bebé

Spetta per i nati o adottati dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 nella misura di 960 euro se l’indicatore ISEE è fino a 25 mila euro, ed è raddoppiato se l’ISEE sta sotto i 7 mila euro. E’ previsto un buono acquisto di mille euro per le famiglie con almeno 4 figli e ISEE sotto 8500 euro, ma per il calcolo è meglio che vi fate assistere da un consulente o da un CAF.

IMU e TASI

Si prevedeva l’introduzione di una “Local Tax” per riordinare la materia delle tasse comunali ed evitare il caos in cui sono piombati l’anno scorso i Comuni nel dover applicare le tasse locali e i contribuenti nel doverle pagare. Niente di tutto ciò: IMU, TASI e TARI si pagheranno come nel 2014,  e restano congelate le tariffe per i comuni.

Ristrutturazioni edili e risparmio energetico

Per il 2015 le spese per ristrutturazioni di immobili saranno deducibili al 50%, elevate al 65% se si tratta di interventi antisismici. Gli interventi per il risparmio energetico continueranno ad essere deducibili per il 65%.

TFR in busta paga

I lavoratori dipendenti (esclusi quelli pubblici, gli agricoli e i domestici) che hanno più di sei mesi di anzianità potranno richiedere al proprio datore di lavoro il pagamento in busta paga della quota di  accantonamento mensile per il fine rapporto. Ciò partirà dal 1 marzo 2015 e proseguirà in via sperimentale fino al giugno 2018. Gli importi saranno tassati in modo ordinario, cioè insieme agli altri elementi della retribuzione, ma non influiranno sul limite dei 26 mila euro annui per il diritto al bonus degli 80 euro.

Canone RAI

Resta congelato a € 113,50 per tutto il 2015.

Ravvedimento imposte e dichiarazioni

A partire dal 2015 il ravvedimento per le imposte non versate o versate in modo insufficiente sarà possibile anche oltre il termine della dichiarazione dell’anno successivo, prevedendo una sanzione ridotta che va dal 3% fino al 5%, ma non oltre il 4° anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione dell’anno di riferimento dell’imposta, anche in presenza di accesso o verifica. Sempre entro il 4° anno il contribuente ha la possibilità di rettificare una dichiarazione errata o incompleta, recependo in tal modo l’orientamento della giurisprudenza secondo cui se l’Agenzia Entrate può verificare una dichiarazione entro il 5° anno, il contribuente ha diritto a correggerla entro lo stesso termine. Poiché sembra che la causa ostativa a questo ravvedimento lungo sia la ricezione di un avviso di accertamento o di liquidazione, sorgono dubbi sulla sua reale efficacia, pertanto attendiamo la norma attuativa.

Nuovo regime dei minimi

Dal 1° gennaio i contribuenti “minori”, cioè i lavoratori autonomi e le piccole imprese che non superano un determinato volume d’affari rientrano del nuovo regime dei contribuenti minimi e pertanto cessano le precedenti agevolazioni, salvo il diritto per i contribuenti che già ne fruivano. Per approfondimenti consultare questo articolo.

IRAP

L’aliquota viene aumentata dal 3,5 al 3,9%. In compenso le imprese che assumono lavoratori a tempo indeterminato deducono dall’imponibile IRAP tutto il costo, e non solo i contributi previdenziali come finora accadeva. Inoltre le imprese che non hanno dipendenti avranno nel 2016 un credito d’imposta pari al 10% dell’IRAP versata.

(e.m.) © Riproduzione riservata

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