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Il crepuscolo del berlusconismo - 2
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Lunedì 12 Luglio 2010
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Il lavoro accessorio PDF Stampa E-mail
Scritto da Enrico Mirabella   
Mercoledì 23 Giugno 2010 21:52

Molte piccole imprese, commercianti ma anche famiglie e privati cittadini hanno a volte necessita'  di prestazioni lavorative di carattere saltuario o temporaneo. E temono che per "mettersi in regola" devono sottostare ad una serie di adempimenti, come le denunce a Inps e Inail, le comunicazioni al Ministero, i cedolini paga e tutte le complicatissime denunce annuali per le quali bisogna pagare profumatamente un consulente del lavoro.

Una soluzione per evitare tutte queste complicazioni (e spese) e' quella di ricorrere alla formula del lavoro accessorio, prevista dalla Legge Biagi e perfezionata da ulteriori interventi legislativi.

 

Questa formula, pero', non si può applicare a tutte le imprese e a tutti i lavoratori. Proviamo a capire quando si puo' ricorrere alle prestazioni di lavoro accessorio, e quali sono i limitazioni, ma soprattutto i vantaggi, che non sono pochi.

Chi puo' svolgere il lavoro accessorio?

La normativa si concentra soprattutto con i soggetti che possono essere assunti. Si tratta di:

  1. Studenti non universitari di eta' minima 16 anni e massima 24 anni, durante tutto il periodo estivo (1 giugno - 30 settembre), natalizio (1 dicembre - 10 gennaio) e pasquale (da domenica delle Palme a martedì dopo Pasqua). Nel resto dell'anno solo il sabato e la domenica.
  2. Studenti universitari inferiori a 25 anni, in qualsiasi periodo dell'anno.
  3. Pensionati, con pensione obbligatoria.

Fino al 2010 (salvo proroga) possono essere assunti come lavoratori saltuari anche:

  • lavoratori in cassa integrazione, in mobilita' o che percepiscono indennita' di disoccupazione ordinaria o speciale edile;
  • casalinghe, purche' non abbiano lavorato in agricoltura nell'anno in corso e nel precedente;
  • lavoratori stranieri purche' non irregolari;
  • lavoratori con contratto part-time (assunti ovviamente da altro datore di lavoro).

I lavoratori possono accedere al sistema del lavoro accessorio entro il limite annuo di € 5000 netti per ogni committente (6600 lordi). Per i lavoratori che percepiscono indennita' di disoccupazione o cassintegrati o in mobilita' tale limite e' di € 3000 annui netti.

Il vantaggio per il lavoratore e' che su tali redditi non si devono pagare altre imposte, quindi non fanno "cumulo" con altri redditi, e non devono essere indicati nella dichiarazione annuale. Inoltre il lavoratore e' coperto dall'assicurazione infortuni e gli importi percepiti incrementano automaticamente l'accantonamento pensionistico.

Chi può assumere personale con il sistema del lavoro accessorio?

La legge individua alcuni precisi settori in cui è praticabile il lavoro accessorio:

 

  • lavoro domestico di carattere non continuativo;
  • lezioni private;
  • lavoro agricolo per datori di lavoro agricoli minori, cioè con meno di 7000 euro l'anno di volume d'affari;
  • imprese familiari, per lavori svolti da estranei all'impresa familiare e nel limite complessivo di 10 mila euro annui per ogni impresa familiare;
  • manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarieta' (anche a favore di committenti pubblici);
  • lavori di giardinaggio e pulizie, maneggi e scuderie;
  • In generale e' possibile assumere lavoratori con il sistema del lavoro accessorio anche in tutti gli altri settori, purche'  si tratti di studenti e pensionati o percettori di indennità salariale nel limite di 3000 euro l'anno.
Come si fa ad assumere personale con il sistema del lavoro accessorio?
Il sistema del lavoro accessorio funziona con i voucher, cioè dei buoni lavoro prepagati del taglio di 10 oppure 50 euro che vengono dati al prestatore al termine del lavoro. Il lavoratore poi incassa i buoni presso qualsiasi ufficio postale.
Attenzione. I buoni sono comprensivi dei contributi e della spese. Il contributo INPS e' del 13%, l'INAIL e' il 7%, le spese di gestione sono il 5%. In totale fa il 25%. Quindi per ogni buono Un voucher lavorodi 10 euro il lavoratore ne incassa 7,50 , su 50 euro ne incassa 37,5.
Chiunque voglia ricorrere al lavoro accessorio deve registrarsi presso il sito dell'INPS direttamente on line o attraverso un intermediario (consulente del lavoro o associazione di categoria) o recandosi all'INPS.
Importanti indicazioni sono contenute in questo link.
Poi, prima della prestazione lavorativa, deve comunicare all'INPS (attraverso il sito oppure con il call center), i nominativi delle persone che si vogliono assumere, il luogo e lla durata della prestazione, il numero dei voucher previsti. Dopo di ciò effettua il versamento dell'intero importo mediante il modello F24, oppure con conto corrente postale o con versamento on-line.
Il lavoratore deve anch'egli registrarsi presso il sito INPS o allo sportello o mediante il call center.
Alla fine della prestazione lavorativa il datore comunica all'INPS la conclusione della prestazione e il numero di voucher utilizzati, che saranno resi disponibili al lavoratore.
Commento

Il sistema del lavoro accessorio, a nostro parere, presenta vantaggi e svantaggi.
Svantaggi:
  • Il sistema e' un po' complicato, conviene farsi aiutare da un consulente.
  • Bisogna pagare prima.
  • I contributi e le spese sono alti. L'INAIL al 7% secondo noi e' un po' esagerato, si potrebbe ridurre al 5% o anche meno, l'Istituto non ci perde di sicuro. Poi non si capisce l'esorbitante 5% di spese di gestione. A chi va? Di sicuro un 17-18% complessivo sarebbe piu' che sufficiente ed accettabile.
Vantaggi:
  • La ditta o il privato e' al riparo da ogni verifica ispettiva, ed e' al riparo anche da possibili vertenze con il lavoratore (sempre che la prestazione lavorativa rientri nelle caratteristiche sopra dette).
  • Non ci sono contratti da sottoscrivere.
  • Non ci sono adempimenti mensili o periodici (busta paga, versamenti, etc.);
  • Non ci sono adempimenti annuali (dichiarazioni dei sostituti, modello 101, versamenti o altro).
In definitiva pensiamo che il sistema del lavoro accessorio occasionale, pur suscettibile di modifiche migliorative, sia comunque un'opportunita' positiva.
 
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