IVA: aumenti dal 2016

Dal 1 gennaio del 2016 scatteranno gli aumenti dell’IVA. E’ quanto prevede l’articolo 45 della legge di stabilità del 2015, se non ci saranno interventi per la riduzione della spesa pubblica, in base alla “clausola di salvaguardia”. IVA_suSiccome sembra improbabile che tali interventi saranno posti in essere nel corso di quest’anno, dobbiamo aspettarci un consistente aumento dell’IVA che passerà dall’attuale 22% al 24% per l’aliquota standard, e dal 10% al 12% per l’aliquota ridotta che si applica per esempio a farmaci, trasporti pubblici,  hotel e ristoranti e ad alcune categorie di beni alimentari considerati non di prima necessità. L’aliquota IVA del 4% resterà per generi alimentari di prima necessità, prodotti medici, libri (dal 2015 anche gli e-books), acquisto e costruzione della prima abitazione, ed altro.

Quest’aumento porta il nostro Paese tra quelli dell’UE che hanno l’aliquota standard più alta. Con il 24% saremo superati solo da Ungheria (27%), Danimarca, Svezia e Croazia (25%) e uguagliati da  Finlandia e Romania (24%). Tutti gli altri hanno aliquote IVA più basse. Escludendo gli Stati dell’Est, che hanno ancora grossi problemi di bilancio, notiamo che i Paesi nordici pagano più IVA, è vero, ma forniscono servizi ai loro cittadini che non sono paragonabili ai nostri.

Tra gli Stati più “simili” all’Italia per storia, dimensione e popolazione, siamo la maglia nera. Infatti, come potete vedere in questo link, la Germania paga l’IVA al 19%, Francia e Regno Unito al 20%, Spagna al 21%. Tutti questi Stati, come l’Italia, hanno anche fasce con aliquota ridotta.  Il Regno Unito, addirittura, non applica l’IVA per alimentari, libri, farmaci, trasporto pubblico, giornali e abbigliamento per bambini.

(e.m)

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