Il nuovo regime forfettario

CONVIENE IL NUOVO REGIME FORFETTARIO?

La legge di stabilità 2015 ha introdotto un nuovo regime fiscale agevolato per i contribuenti “minimi”. Tale nuovo regime sostituisce, dal 1 gennaio 2015,  tutti i precedenti regimi agevolati, salvo per chi (come nel cosiddetto regime del vantaggio)punto-di-domanda-cartoon-1 non scelga di permanere nella situazione esistente.  Il regime forfettario, detto anche regime dei minimi diventa di fatto l’unico regime agevolato dal 1 gennaio 2016. Analizziamo qui la convenienza (o meno) di adesione al nuovo regime sia nel caso di attività già esistenti, che nel caso si voglia intraprendere una nuova attività di lavoro autonomo. In linea generale, chi svolge già un’attività di lavoro autonomo  ed ha un volume di affari minimo e chi invece vuole iniziare, prevedendo di rientrare nei parametri previsti, aderisce direttamente al nuovo regime forfettario, salvo che decida di optare per il regime “normale”. Vediamo, punto per punto, in cosa consiste questo regime agevolato

  1. Quali soggetti possono scegliere il regime forfettario
  2. Condizioni da rispettare
  3. IVA e imposte dirette
  4. Come aderire o rinunciare al regime agevolato
  5. Nuove attività
  6. Come si calcola l’imposta
  7. I contributi previdenziali
  8. Tabella dei limiti di ricavo e coefficienti di redditività

Quali soggetti possono scegliere il regime forfettario

Al nuovo regime forfettario possono aderire imprese, professionisti e lavoratori autonomi in genere, purché in forma individuale oppure costituite come imprese familiari. Sono quindi escluse le società di qualsiasi tipo e le associazioni tra professionisti.

Possono aderire sia i soggetti che iniziano una nuova attività, sia quelli  già esistenti, non importa da quanto tempo.

Sono inoltre esclusi coloro che partecipano contemporaneamente in altre società (Snc, Srl, associazioni tra professionisti), i soggetti non residenti in Italia o nell’UE , alcune tipologie  di commercianti (immobili,  autoveicoli nuovi) ed infine i soggetti che operano in speciali regimi IVA (agricoltura, beni usati, editoria, etc).

Condizioni da rispettare

Perchè il contribuente possa optare per il regime forfettario, le condizioni oggettive sono quelle che seguono:

    • RICAVI O COMPENSI: non devono superare nell’anno determinati limiti, che vanno da 15.000 a 40.000 a seconda dell’attività.  euro come evidenziato nell’apposita tabella.
    • DIPENDENTI E/O COLLABORATORI: le spese nell’esercizio precedente (o previste) per le retribuzioni per lavoro dipendente, lavoro a progetto, lavoro accessorio non possono essere superiori a 5 mila euro, esclusi i collaboratori dell’impresa familiare.
    • BENI STRUMENTALI: valore di acquisto complessivamente non superiore a 20 mila euro. Non rilevano i beni inferiori a 516 euro e gli immobili strumentali, mentre quelli ad uso promiscuo contano per il 50% (per esempio autovetture, computer ed altri beni che servono sia per uso privato che per l’attività).
    • REDDITO DA LAVORO DIPENDENTE O PENSIONE: è causa di esclusione dal regime forfettario l’aver percepito nell’anno precedente redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 euro.

IVA e imposte dirette

SEMPLIFICAZIONI IVA.

Salvo alcune particolari eccezioni, che vedremo, in genere il nuovo contribuente minimo non applica l’IVA sulle cessioni o prestazioni, né può portare in detrazione l’IVA sugli acquisti. In particolare:

      • non applica la rivalsa dell’IVA sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi;
      • non porta in detrazione l’IVA sugli acquisti;
      • è esonerato dall’obbligo di registrazione delle fatture d’acquisto, di vendita e dei corrispettivi, quindi dalla anche dalla tenuta dei relativi registri (poiché comunque i corrispettivi vanno certificati, consigliamo ugualmente la loro annotazione giornaliera sul tradizionale registro);
      • non deve operare, ovviamente, la liquidazione periodica dell’IVA;
      • è esonerato dalla comunicazione annuale dei dati IVA e dalla dichiarazione IVA;
      • è esonerato dalla comunicazione dei dati relativi alle operazioni verso paesi della “black list”.

L’unico obbligo riguarda la numerazione e la conservazione delle fatture e delle bollette doganali.  In calce alle fatture emesse, riportare l’annotazione per specificare la franchigia dall’IVA, per esempio: “importi non assoggettati ad IVA – Contribuente esonerato ai sensi dell’art. 1, comma 58, L. 208/2015”. Poiché non c’è applicazione dell’IVA, se la fattura emessa è di importo superiore a € 77,47 si deve applicare la marca da bollo da 2 euro.

Vi sono comunque dei casi in cui il contribuente minimo deve versare l’IVA: ciò si verifica nel caso di acquisti intracomunitari per importi superiori a 10 mila euro e per prestazioni ricevute da soggetti UE o EXTRA UE. In questi casi si devono integrare le fatture ricevute con l’annotazione dell’IVA, che va versata il giorno 16 del mese successivo. In generale, poi, l’esonero dall’IVA non rileva i tutti i casi di reverse charge.

DETERMINAZIONE DEL REDDITO.

La base imponibile è stabilita applicando una percentuale di “redditività” che varia dal 40% al 86%, a seconda dell’attività (vedi tabella). Per esempio, al commerciante viene imputato un reddito del 40% sui ricavi, mentre per un professionista il reddito è l’86% dei ricavi. Al risultato bisogna poi sottrarre gli importi versati per i contributi previdenziali (INPS o altre casse di previdenza). Quindi si applica un’imposta del 15% (5% per le nuove attività) sull’imponibile come sopra determinato. Per maggior chiarezza, più avanti abbiamo riportato degli esempi di calcolo dell’imposta sostitutiva.

Quindi, dal punto di vista delle imposte dirette, il regime forfettario o regime dei minimi ha le seguenti caratteristiche:

  • la base imponibile viene determinata applicando un coefficiente fisso applicato ai ricavi e poi sottraendo l’ammontare dei contributi previdenziali obbligatori versati, di conseguenza i costi sostenuti non hanno alcun rilievo fiscale;
  • i ricavi sono quelli effettivamente percepiti nell’anno d’imposta, secondo il criterio di cassa;
  • l’imposta del 15% o 5% sostituisce l’IRPEF, l’IRAP e le addizionali comunali e regionali;
  • le attività dei contribuenti minimi sono escluse sia dagli Studi di Settore, sia dai Parametri;
  • le fatture emesse dal contribuente minimo per prestazioni d’opera non sono assoggettate a ritenuta d’acconto; analogamente, poiché il contribuente minimo non è sostituto d’imposta, le fatture di prestazioni che riceve non sono soggette a ritenuta d’acconto.

Come aderire o rinunciare al regime agevolato

I contribuenti che hanno già un’attività e possiedono i requisiti per aderire al regime forfettario non devono presentare alcuna comunicazione all’Agenzia delle Entrate, né esercitare opzioni nella dichiarazione dei redditi. Allo stesso modo, coloro che, pur possedendo i requisiti per il regime dei minimi, vogliono continuare a determinare il reddito nei modi ordinari, non sono obbligati ad alcuna opzione, ma basta il comportamento concludente.

Chi inizia un’attività e vuole aderire al regime dei minimi deve esercitare l’apposita opzione al momento della comunicazione di inizio attività.

Se il contribuente che aderisce al regime agevolato decide di rinunciare e quindi applicare il regime semplificato o ordinario, deve comunicarlo con la prima dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui avviene la rinuncia.

Le nuove attività

La norma favorisce l’avvio di nuove attività fissando l’imposta sostitutiva al 5% per il periodo d’imposta in cui inizia l’attività e per i quattro successivi. E’ possibile fruire di tale ulteriore agevolazione a condizione che:

    1. nei tre anni precedenti l’inizio attività non abbia esercitato attività professionale, artistica o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
    2. l’attivita’ da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attivita’ precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attivita’ precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
    3. qualora venga proseguita un’attivita’ svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente, non sia superiore ai limiti previsti per l’applicazione del regime agevolato.

Come si calcola l’imposta

Per il calcolo dell’imposta sostitutiva abbiamo predisposto degli esempi con un foglio di calcolo i cui valori possono essere modificati. Tenete conto che i valori dei ricavi in grassetto sono quelli massimi previsti per il tipo di attività.

I contributi previdenziali si devono calcolare a parte, secondo i criteri dettati dala nuova normativa, modificata con la legge di stabilità del 2016, come descritto nel successivo paragrafo.

I contributi previdenziali

Per quanto riguarda la gestione INPS delle attività di commercio e artigianato, la contribuzione è determinata normalmente in base ad un’aliquota fissa, applicata sulla base del reddito risultante dall’attività. Anche se il reddito è inferiore ad una certa soglia, detta minimale, la percentuale va comunque applicata su tale importo, che per il 2016 è di €15.548 annui (vedi circolare INPS n.15 del 2016). Nel caso del regime forfettario, la legge di stabilità 2016 prevede che la normale contribuzione INPS sia diminuita del 35%.

Per fruire di tale agevolazione, i soggetti che intraprendono l’esercizio di una nuova attività aderendo al regime agevolato dovranno presentare la domanda in via telematica tramite il cassetto previdenziale artigiani e commercianti tempestivamente dalla data di ricezione della delibera di avvenuta iscrizione alla Gestione Inps; i soggetti già in attività la dovranno presentare, a pena di decadenza, entro il 28 febbraio di ciascun anno la domanda tramite il cassetto previdenziale artigiani commercianti disponibile sul sito dell’Inps.

Tabella dei limiti di ricavo e coefficienti di redditività

Scaricare la tabella in cui, per ogni attività individuata dal codice ATECO, sono indicati i limiti massimi di ricavo per poter fruire del regime forfettario, ed i relativi coefficienti di redditività. Nel caso di attività non iniziata, per poter individuare il codice ATECO suggeriamo di consultare l’apposita pagina del sito ISTAT.
(e.m.)

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