Contratto di lavoro occasionale: prestO

Dopo l’addio ai voucher, ci occupiamo del contratto di lavoro occasionale per le imprese ed i professionisti

Il nuovo contratto di lavoro occasionale – prestO – è destinato a sostituire i “voucher”, il cui impiego indiscriminato da parte di imprese e professionisti ha suscitato numerose polemiche, tanto da spingere il governo a decretarne l’abolizione.

L’ art. 54-bis del D.L. n. 50/2017 disciplina questo nuovo tipo di contratto, e la circolare INPS n. 107 del 2017 ne precisa le regole. Per quanto riguarda i soggetti privati (non imprese o professionisti) ce ne siamo già occupati trattando del libretto famiglia.

1. Datori di lavoro interessati:lavoro occasionale

    • professionisti;
    • lavoratori autonomi;
    • imprenditori;
    • associazioni;
    • fondazioni ed altri Enti di natura privata;
    • Amministrazioni Pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del D. Lgs n. 165 del 2001.

Sono esclusi i datori di lavoro che:

    • hanno più di cinque dipendenti con contratto a tempo indeterminato;
    • sono imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
    • sono imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese dai soggetti titolari di pensione di invalidità o vecchiaia, giovani con meno di 25 anni di età iscritti a un ciclo di studi, disoccupati, percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito, purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Per il settore agricolo la norma prevede comunque l’utilizzo del lavoro occasionale – prestO agricoltura – con alcune differenze (vedere qui l’articolo);
    • che abbiano in corso o abbiano cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa col medesimo utilizzatore.

    2. Limiti economici e durata

    I limiti sono gli stessi previsti per i privati (libretto famiglia). In particolare, nell’arco dell’anno civile, i limiti sono i seguenti:

    • ciascun prestatore può percepire compensi non oltre € 5000 per la totalità dei datori di lavoro;
    • ciascun utilizzatore non può erogare compensi oltre € 5000 per la totalità dei prestatori;
    • ciascun prestatore non può percepire compensi oltre € 2500 per lo stesso utilizzatore.

    Detti importi sono riferiti ai compensi percepiti dal prestatore, ossia al netto di contributi, premi assicurativi e costi di gestione.

    Se il prestatore appartiene ad una delle seguenti categorie:

    1. titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
    2. giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università;
    3. persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19 del D.Lgs 14 settembre 2015, n. 150;
    4. percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione , ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito,

    il compenso erogato viene considerato al 75% ai fini del rispetto dei limiti sopra indicati, con riferimento alla totalità degli utilizzatori.

    Per fare un esempio: se un utilizzatore paga € 1500 ad una persona di 30 anni non disoccupata, € 2500 ad uno studente e € 2000 ad un pensionato, il limite che avrà raggiunto è: 1500 + (2000 x 75%) + (2000 x 75%) = 4875, quindi ha rispettato il limite di € 5000 anche se ha pagato prestazioni per € 5500.

    Vi è inoltre il limite di prestazioni di durata non oltre 280 ore nell’arco dell’anno civile presso uno stesso utilizzatore.

    3. Tutele e compensi

    Il prestatore di lavoro occasionale viene assimilato al lavoratore subordinato ai fini della disciplina dell’orario di lavoro. Ha diritto, infatti, al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali secondo quanto previsto agli articoli 7, 8 e 9 del Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66. Ai fini della tutela della salute e della sicurezza del prestatore per le prestazioni di lavoro occasionale è prevista l’applicabilità dell’articolo 3, comma 8, del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

    Il compenso è stabilito dalle parti, ma non può essere inferiore al livello minimo, stabilito dalla legge in € 9,00 per ogni ora di prestazione lavorativa. Inoltre L’importo del compenso giornaliero non può essere inferiore alla misura minima fissata per la remunerazione di 4 ore lavorative, pari a € 36,00, anche qualora la durata effettiva della prestazione lavorativa giornaliera sia inferiore a quattro ore.

    Al compenso spettante al prestatore, si applicano i seguenti oneri a carico dell’utilizzatore:
    • contribuzione IVS alla Gestione Separata INPS, nella misura del 33,0%;
    • premio assicurativo INAIL, nella misura del 3,5%.
    In relazione al compenso minimo orario di € 9,00, la misura dei predetti oneri è pari a:
    • € 2,97 (INPS IVS);
    • € 0,32 (INAIL).
    Sui versamenti complessivi effettuati dall’utilizzatore sono dovuti gli oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale e dell’erogazione delcompenso al prestatore nella misura dell’1%.

In definitiva, per ogni ora di lavoro il costo minimo (per compenso orario di € 9) a carico del datore di lavoro è di € 12,38

4. Adempimenti

Sia il soggetto utilizzatore che il prestatore d’opera devono registrarsi utilizzando l’apposita piattaforma presso il sito INPS, quindi ottenere il PIN per l’accesso ai servizi. Dal 1 agosto 2017 (messaggio INPS 3177/2017) per le operazioni di registrazione e di svolgimento degli adempimenti informativi ci si può avvalere comunque dei soggetti abilitati (Consulenti del Lavoro, Commercialisti abilitati ex L. 12/1979, Enti di patronato).

L’utilizzatore deve dare comunicazione preliminare della prestazione lavorativa almeno 60 minuti prima dell’inizio dello svolgimento della prestazione
lavorativa. Sempre tramite la piattaforma telematica INPS o avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’INPS, è tenuto a comunicare:

  • i dati identificativi del prestatore;
  • il luogo di svolgimento della prestazione;
  • il numero di titoli utilizzati per il pagamento della prestazione;
  • la durata della prestazione;
  • l’ambito di svolgimento della prestazione;
  • altre informazioni per la gestione del rapporto.

5. Erogazione dei compensi

L’INPS provvede a conteggiare tutti i compensi relativi a prestazioni di lavoro occasione rese nell’ambito del mese e ad erogarli, nel loro importo totale, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione, attraverso accredito delle somme sul conto corrente bancario fornito dal prestatore all’atto della registrazione o a seguito di successive variazioni dei dati anagrafici ovvero, in mancanza dell’indicazione dei dati bancari, attraverso bonifico bancario domiciliato che può essere riscosso presso uno degli Uffici territoriali della rete di Poste Italiane S.p.A.

(e.m)

 

 

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